Venezia vuole un porto eco-friendly
La città della laguna ha come progetto quello di avere il primo scalo ecologico “carbon neutral”
Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, in occasione di “Energy for Green Ports” ha rivelato l'obiettivo della città lagunare di diventare il primo scalo ecologico “carbon neutral”. Questo tipo di progetto prevede una riqualifica dell'intera area portuale veneziana dal punto di visto energetico ed ecologico, la tutela del porto e delle acque limitrofe e la realizzazione di un sistema di fornitura di energia elettrica in banchina in grado di alimentare le navi, in particolare le navi da crociera, durante la sosta, evitando così le emissioni prodotte dai generatori di bordo.
Perché il porto di Venezia possa diventare eco, è stato tra l'altro firmato un accordo lo scorso gennaio con Enel e presto verranno applicate anche alla zona portuale le migliori tecnologie in campo energetico a favore dell'ambiente ed in grado di rendere la città sostenibile e perfettamente integrata con l'ambiente circostante. Come afferma senza timori proprio il presidente Autorità portuale di Venezia Costa: « Venezia punta oggi a diventare il primo scalo “carbon neutral”, un programma ambizioso che oltre al cold ironing prevede la progettazione di impianti fotovoltaici a Marittima e un piano di riqualificazione del sistema energetico delle aree portuali per permettere non solo una riduzione dei costi energetici, ma anche per rispondere alle esigenze espresse dal protocollo di Kyoto, ovvero riducendo al minimo le emissioni nocive a vantaggio di tutta una città»
D'altra parte bisogna ricordare che il porto veneziano è tra i maggiori scali italiani con i suoi 2.000 ettari di superficie, 30 km di ormeggi e con un passaggio di oltre 541 navi da crociera all'anno ed è anche per questo motivo doverosa una presa di posizione verso una migliore ecosostenibilità.
Perché il porto di Venezia possa diventare eco, è stato tra l'altro firmato un accordo lo scorso gennaio con Enel e presto verranno applicate anche alla zona portuale le migliori tecnologie in campo energetico a favore dell'ambiente ed in grado di rendere la città sostenibile e perfettamente integrata con l'ambiente circostante. Come afferma senza timori proprio il presidente Autorità portuale di Venezia Costa: « Venezia punta oggi a diventare il primo scalo “carbon neutral”, un programma ambizioso che oltre al cold ironing prevede la progettazione di impianti fotovoltaici a Marittima e un piano di riqualificazione del sistema energetico delle aree portuali per permettere non solo una riduzione dei costi energetici, ma anche per rispondere alle esigenze espresse dal protocollo di Kyoto, ovvero riducendo al minimo le emissioni nocive a vantaggio di tutta una città»
D'altra parte bisogna ricordare che il porto veneziano è tra i maggiori scali italiani con i suoi 2.000 ettari di superficie, 30 km di ormeggi e con un passaggio di oltre 541 navi da crociera all'anno ed è anche per questo motivo doverosa una presa di posizione verso una migliore ecosostenibilità.
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